Una nuova indagine condotta negli Stati Uniti sulla compliance alle terapie farmacologiche da parte dei pazienti ha rivelato che il 64% non segue sempre il regime posologico che gli è stato prescritto. Alla luce di questi risultati, numerose associazioni di pazienti, medici, produttori di farmaci, farmacisti hanno deciso di unirsi e cercare una soluzione per venirne a capo. La coalizione si è nominata “Prescriptions for a healthy America” ed è guidata dal Council for affordable health coverage. Lo scopo che si prefigge è quello di istruire i legislatori circa l’importanza della questione, affinchè promuovano politiche pubbliche a sostegno dell’aderenza terapeutica. Secondo i risultati dell’indagine, il 92% degli intervistati sarebbe favorevole a un colloquio diretto medico-paziente sulle conseguenze del non rispetto della terapia, e sempre il 92% vorrebbe informazioni più chiare sui singoli medicinali. Il 90% ha dichiarato che la possibilità di sincronizzare la ripetizione delle ricette sarebbe utile; altrettanti intervistati credono che le tecnologie informatiche possano aiutare il medico ad accedere a informazioni aggiornate sulle prescrizioni del suo paziente. L’86% considera utili le apps-memo dei telefoni cellulari, mentre il 77% apprezzerebbe l’idea di ricevere un email o una telefonata che ricordasse di prendere i farmaci. Se le persone con patologie croniche, come molte delle malattie mentali, non rispettano le prescrizioni la loro patologia svilupperà delle complicanze nel tempo. Per questo, nell’era paziente-centrica è necessario fare sqaudra con i nostri pazienti e con tutte le altre risorse sanitarie che possano convincerli dell’importanza dell’aderenza alle terapie.