dnaUn gruppo internazionale di ricercatori ha identificato un gene che potrebbe collegare lo spessore della materia grigia del cervello all’intelligenza. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry e potrà aiutare gli scienziati a capire i meccanismi biologici che si celano dietro alcune forme di disabilità intellettiva.

I ricercatori hanno esaminato la corteccia cerebrale, lo strato più esterno del cervello umano. E ‘noto come la “materia grigia” giochi un ruolo chiave nella memoria, l’attenzione, la consapevolezza percettiva, il pensiero, il linguaggio e la coscienza. Studi precedenti hanno mostrato che lo spessore della corteccia cerebrale, o spessore corticale, è strettamente correlato con la capacità intellettiva, ma nessun gene responsabile era stato ancora identificato.

Un team internazionale di scienziati ha analizzato campioni di DNA e risonanze magnetiche di 1.583 adolescenti sani di 14 anni adolescenti. Gli adolescenti si sono anche sottoposti a una serie di test per determinare la loro intelligenza verbale e non verbale.
Lo scopo delle studio è stato quello di scoprire come le differenze strutturali del cervello si colleghino a differenze di capacità intellettive. La variazione genetica che è stata identificata è legata alla plasticità sinaptica, il modo in cui i neuroni comunicano. Questo potrà aiutarci a capire cosa succede a livello neuronale in alcune forme di deficit intellettivi, dove la capacità dei neuroni di comunicare efficacemente è in qualche modo compromessa.

E’ importante sottolineare che l’intelligenza è influenzata da molti fattori genetici e ambientali. Il gene che è stato identificato spiega solo una piccola parte delle differenze di capacità intellettiva, quindi è affatto il gene dell’intelligenza!

I ricercatori hanno esaminato oltre 54.000 varianti genetiche eventualmente coinvolte nello sviluppo del cervello. Hanno scoperto che, in media, gli adolescenti che sono portatori di una particolare variante del gene avevano una corteccia sottile nell’emisfero cerebrale sinistro, in particolare nel lobi frontali e temporali e performance peggiori nelle prove di abilità intellettiva. La variazione genetica riguarda l’espressione del gene NPTN, che codifica una proteina che agisce a livello delle sinapsi neuronali e quindi influenza il modo di comunicare delle cellule cerebrali.

Per confermare i loro risultati, i ricercatori hanno studiato il gene NPTN in cellule di topo e del cervello umano. I ricercatori hanno scoperto che il gene NPTN ha una diversa attività negli emisferi destro e sinistro del cervello. L’emisfero sinistro appare più sensibile agli effetti delle mutazioni del gene NPTN. I loro risultati suggeriscono che alcune differenze nella capacità intellettive possono derivare dalla funzione diminuita del gene NPTN in determinate regioni dell’emisfero cerebrale sinistro.

La variazione genetica identificata in questo studio si stima che rappresenti solo un 0,5% della variazione totale dell’intelligenza. Tuttavia, i risultati potrebbero avere importanti implicazioni per la comprensione dei meccanismi biologici alla base di diversi disturbi psichiatrici, come la schizofrenia e l’autismo, dove la compromissione delle funzioni cognitive è una caratteristica fondamentale del disturbo.