cervello binarioI risultati di uno studio coordinato da Glenn A. McConkey dell’università di Leeds (UK) mostrano per la prima volta che un parassita, individuato nel cervello dei mammiferi, può alterare i livelli di dopamina, influendo dunque sulla chimica cerebrale. Si tratta del Toxoplasma gondii, un protista parassitario che vive nei gatti e in altri animali a sangue caldo e che può causare la toxoplasmosi nell’uomo dove solitamente non produce alcun effetto (particolarmente pericolosa è però l’infezione contratta dalle gestanti a causa dei possibili danni al feto del parassita neurotropico). La ricerca mostra che il parassita manipola il comportamento dei roditori a proprio vantaggio: i topi infetti perdono l’innata paura per i gatti e finiscono più spesso per essere catturati e mangiati. In questo modo il protista aumenta le probabilità di tornare nell’organismo del proprio ospite principale, dove completa il ciclo vitale. Si ipotizza che il meccanismo responsabile delle modificazioni comportamentali consista nella capacità del parassita di alterare la trasduzione del segnale neurotrasmettitoriale, aumentando molte volte la quantità di dopamina rilasciata, in modo direttamente proporzionale alle cellule infette. A riprova di ciò starebbe il riscontro, nelle cisti del tessuto intracellulare cerebrale, di tiroxina-idrossilasi, enzima limitante per la sintesi del neurotrasmettitore, e di anticorpi per lo stesso enzima codificato dal parassita. Questi dati, concludono gli autori, potrebbero spiegare l’osservazione, effettuata da alcuni studiosi, dei cambiamenti psicologici e comportamentali che avvengono negli esseri umani infettati da T. gondii.

Estratto da PLoS One, 2011; 6(9)