Cari esperti di Mens Sana,

Sono una ragazza di 22 anni. Per diversi anni ho fatto uso di cannabis, a partire dai 16-17 anni ed ho smesso da alcuni mesi. Già un anno fa, ho attraversato un periodo depressivo e smisi di farne uso, ma non appena ricominciai a sentirmi un po’ più sollevata ripresi a fumare e a frequentare le vecchie amicizie; questo mi aiutò a rimettermi, almeno per il momento. Da giugno di quest’anno (anche se con alcuni ma rari riutilizzi) ho deciso nuovamente di smettere perchè la sostanza non mi permetteva di vivere tutti gli aspetti di una vita soddisfacente e attiva, che mi consentisse anche di sostenere i miei esami universitari. Mi ritrovo ora con alcuni problemi tra i quali: difficoltà di concentrazione, scarsa memoria in fatto di nomi (se mi dicono un nome nuovo in una conversazione, ad esempio di un artista o personaggio famoso fatico a ricordarlo nonostante me lo ripetano); un peggioramento nel liguaggio, poco fluido; non mi vengono in mente termini o parole e spesso li sbaglio; lentezza nel concentrarsi su due cose contemporaneamente. Questo mi crea tanto disagio. Sono anche una persona emotiva e che si abbatte facilmente, con il risultato tra l’altro che continuo a rimuginare sugli sbagli che faccio. Riconosco i miei errori, ma cambiare il passato non è possibile. Volevo sapere se quello che vi ho descritto potrebbe considerarsi sintomi d’astinenza oppure dovrei in qualche modo rassegnarmi a questo declino cognitivo e sperare di migliorare con degli esercizi e continuando lo studio (esistono terapie di recupero in questo senso? quali esercizi prediligere?). Dovrei fare una visita neurologica? Aspetto una risposta in ogni caso confortante. Grazie in anticipo.

Sara

 

Cara Sara,

Quelli che descrive non sono sintomi da astinenza da cannabis. Ha fatto bene a smettere, quello che le stava accadendo lo descrive bene lei ed è quello che succede a molte persone che assumono cannabinoidi: ” la sostanza non mi permetteva di vivere tutti gli aspetti di una vita soddisfacente ed attiva che mi consentisse anche di sostenere i miei esami universitari”.
Quello che le succede ora può essere in parte dovuto agli effetti tossici che ha il THC (principio attivo della cannabis) sul sistema nervoso: un calo delle prestazioni cognitive, sia per quanto riguarda la memoria che la performance. Fortunatamente, essendo giovane, il suo cervello recupererà le sue funzioni e, se non fumerà più cannabis, tornerà ad essere brillante come prima e più di prima. Non si deve abbattere dunque, ma deve andare avanti, tenendo attivo il suo cervello, studiando, coltivando degli interessi e delle relazioni sociali. Non ha bisogno di esercizi di stimolazione cognitiva, quelli sono riservati agli anziani, che hanno problemi cognitivi diversi dal suo.

Dott. Marco Paolemili