isotretinoninaFino a sei mesi dopo la fine del trattamento con isotretinoina, per il trattamento dell’acne severa, aumenta il numero dei tentativi di suicidio. Il rischio, però, è maggiore anche prima che venga instaurato il regime terapeutico, e quindi non è chiaro quale sia il reale contributo del farmaco. In ogni caso, l’isotretinoina non andrebbe automaticamente prescritta in soggetti con una storia di tentato suicidio ed è opportuno instaurare un monitoraggio sui comportamenti suicidari fino a un anno dopo la fine della terapia. Sono queste le conclusioni di uno studio restrospettivo svedese condotto da Anders Sundström, del Karolinska institutet. e collaboratori. Tra i 5.756 pazienti cui è stata prescritta isotretinoina per acne severa nel periodo 1980-2001, 128 sono stati ricoverati in ospedale a seguito di un tentativo di suicidio. Durante l’anno precedente alla terapia, il rapporto standardizzato di incidenza per tentato suicidio era aumentato: 1,57 per tutti i tentativi e 1,36 contando solo il primo tentativo. Il rapporto standardizzato di incidenza durante e fino al sesto mese dopo il trattamento è stato di 1,78 per tutti i tentativi e 1,93 per il solo primo tentativo. Dopo tre anni di sospensione della terapia, il numero di tentativi osservati si è avvicinato al numero previsto ed è rimasto invariato nei 15 anni di follow-up, con un rapporto standardizzato di incidenza pari a 1,04 per tutti i tentativi e a 0,97 per il primo tentativo. Dodici (38%) dei 32 pazienti che hanno tentato il suicidio prima del trattamento hanno compiuto in seguito un nuovo tentativo, mentre ben 10 (71%) dei 14 soggetti che hanno tentato di suicidarsi nei sei mesi successivi alla sospensione della cura con isotretinoina ci hanno riprovato durante il follow-up.

Da BMJ, 2010; 341:c5812