Autolesionismo significa far male o essere pericolosi per se stessi. Le condotte autolesionistiche più comuni comprendo

Assumere troppe compresse – un sovradosaggio di farmaci
Tagliarsi
Scottarsi
Sbattere la testa o gettarsi contro qualcosa di duro
Prendersi a pugni
Attaccare cose sul proprio corpo
Ingoiare oggetti

Spesso le persone che lo praticano affermano che queste lesioni procurano calma e vengono fatte deliberatamente – quasi cinicamente. Ma sappiamo che si provoca questi auto-danni è solitamente in uno stato di grandissima emozione, angoscia e insopportabile tormento interiore. Alcune persone possono pianificare in anticipo, per altri, l’azione avviene sotto l’impulso del momento. Alcune persone commettono autolesionismo solo una volta o due, ma altri lo fanno regolarmente e può essere un comportamento difficile da fermare.

Alcuni di noi fanno male a loro stessi in modi meno evidenti, ma tuttavia gravi. Possiamo comportarci in modo da sembrare che non ci importi vivere o morire – possiamo prendere farmaci incautamente, avere rapporti sessuali non protetti, o bere fino ad ubriacarsi. Alcune persone semplicemente si lasciano morire di fame.

A volte, molto più spesso in passato, per descrivere l’autolesionismo si utilizzava il termine “parasuicidio”: questa parola suggeriva che farsi del male fosse molto simile a volersi uccidere. Spesso ciò non è vero.

Quanto è comune l’autolesionismo?

Circa 1 su 10 giovani si procurano delle lesioni durante l’adolescenza, ma ciò può, in realtà, accadere a qualsiasi età.
La ricerca probabilmente sottostima la reale entità dell’autolesionismo. Di solito è basata su indagini compiute su persone che vanno in ospedale per tali lesioni o dal loro medico di famiglia. Tuttavia, sappiamo che un sacco di persone non cercano aiuto dopo l’atto. Alcuni tipi di autolesionismo, come il taglio, può essere facilmente nascosto e quindi ha meno probabilità di essere notato.
In un recente studio su oltre 4000 autolesionisti adulti ricoverati in ospedale, l’80% era in overdose da sostanze o farmaci e circa il 15% si procurato dei tagli. Nella vita comune, è probabile che il taglio sia il modo più comune di autolesionismo, più che prendere una dose eccessiva di farmaci o droghe.

Chi si auto danneggia?

Succede più spesso a:

Giovani donne
Prigionieri, richiedenti asilo e veterani delle forze armate
Persone gay, lesbiche e bisessuali: questo sembra, almeno in parte, dovuto dello stress causato dal pregiudizio e dalla discriminazione
Gruppi di giovani che praticano l’autolesionismo insieme: avere un amico che s’infligge lesioni può aumentare le probabilità di commettere un gesto simile
Persone che hanno sperimentato un abuso fisico, psicologico o sessuale durante l’infanzia

Che cosa rende le persone autolesioniste?

La ricerca ha dimostrato che molte persone che si danneggiano sono alle prese con un’angoscia intollerabile o situazioni insopportabili. Spesso la persona lotta, con difficoltà, per un certo tempo prima di commettere il gesto autolesivo.

I problemi più comuni sono:

Abuso fisico o sessuale
Depressione
Immagine negativa di sè stessi
Problemi di relazione con partner, amici e familiari
Disoccupazione o difficoltà sul lavoro

Si hanno più probabilità di farsi del male se ci si sente:

Non ascoltati dagli altri
Senza speranza
Isolati, soli
Fuori controllo
Impotenti – ci si sente come se non ci sia niente che si possa fare per cambiare qualcosa.

E ‘più probabile che accada se si utilizzano alcool o droghe.

Un gesto di autolesionismo può essere messo in atto per mostrare a qualcuno che si è in difficoltà o per vendicarsi di qualcuno o per punirlo. Questo comportamento non è comune – la maggior parte delle persone che soffrono lo fanno in silenzio e l’autolesionismo è più spesso un atto privato.

Come ti fa sentire?

L’autolesionismo può aiutare a sentirsi controllati e a ridurre la sensazione di disagio, di tensione e di angoscia. Quando si hanno sensi di colpa, può essere, per queste persone, un modo di punire se stesse e alleviare la propria colpa.

Questo significa che sono malati di mente?

Probabilmente no. Tuttavia, si può essere depressi, avere disturbi della personalità, difficoltà ad andare d’accordo con altre persone o avere problemi con l’alcol e/o le droghe. Tutte situazioni che richiedono un aiuto, diverso dall’autolesionismo, per essere superati. Questi gesti, piuttosto che migliorare il proprio stato d’animo, lo peggiorano, peggiorando il disturbo.

Commettere un gesto di autolesionismo è un modo di tentare il suicidio?

Di solito no. Ma se si inizia a farsi del male, il rischio di uccidere se stessi diventa più grande. Così, chiunque si provochi auto-danni deve essere preso sul serio e deve poter chiedere aiuto.

La richiesta di aiuto

Molte persone che praticano autolesionismo non chiedono aiuto. Perché no? Si potrebbe essere a conoscenza di avere dei seri problemi, ma si pensa che il proprio problema non possa esser detto a nessuno o capito. Altri sentono di non avere un problema serio, ma vedono l’autolesionismo come un modo per affrontare la vita. Purtroppo, al momento, recandosi in ospedale dopo un gesto autolesionista, si ha solo il 50% di probabilità di essere visto da uno specialista in questo campo.

I segni del pericolo

Si ha più probabilità di farsi del male male se:

Si utilizza un metodo pericoloso o violento
Si pratica l’autolesionismo regolarmente
Si è una persona con pochi contatti sociali
E’ già stata diagnosticata una malattia mentale.

Si dovrebbe davvero consultare uno specialista con esperienza nell’aiutare le persone che praticano l’autolesionismo.

Che tipo di aiuto è disponibile?

Parlare con un non-professionista

Potrebbe essere utile anche solo parlare anonimamente a qualcun altro di ciò che sta succedendo. Sapere che qualcun altro sa quello che la persona sta attraversando può aiutare a sentirsi meno soli con i propri problemi. Può anche aiutare a ragionare in modo più chiaro sulle difficoltà – forse anche trovare modi di risolverle, che non si sarebbero pensate di da soli. È possibile farlo su internet o per telefono. Esistono linee telefoniche dedicate.

Gruppi di auto-aiuto

Un gruppo di persone, che hanno tutti problemi di autolesionismo, s’incontrano regolarmente per dare ad ogni altro membro supporto emotivo e consigli pratici. Condividere i problemi in un gruppo può aiutare a sentirsi meno soli – altri componenti del gruppo avranno quasi certamente hanno avuto esperienze simili.

Aiuto nelle relazioni interpersonali

L’autolesionismo è spesso il risultato di una crisi di un rapporto stretto. Se questo è il caso, avere un aiuto su come migliorare il rapporto, avrà dei risultati soprattutto nel lungo termine

Parlare con un professionista

Esistono trattamenti specifici, condotti da psichiatri e psicoterapeuti come:

La terapia basata sul Problem solving
La Terapia cognitivo-comportamentale
La Psicoterapia psicodinamica.

Rii con i familiari

Se si vive ancora con la famiglia, può essere utile avere una rie di famiglia con un terapeuta specializzato. Questo può aiutare ad alleviare l’affaticamento, lo stress quotidiano per tutta la famiglia. Non è sempre un metodo appropriato se, per esempio, si è vittima di abuso fisico o sessuale all’interno della propria famiglia.

Terapia di gruppo

Questa è diversa da un gruppo di auto aiuto. Un professionista condurrà (o faciliterà) il gruppo per aiutare i membri ad affrontare i problemi che hanno in comune.

Che cosa funziona meglio?

Non ci sono ancora buone evidenze scientifiche sulle terapie che funzionano bene per le persone che si sono danneggiati. Tuttavia, i risultati migliori e gli studi clinici suggeriscono che la terapia cognitivo-comportamentale è utile veramente. Un operatore di Mens Sana vi farà delle proposte, sulla base dei problemi individuali e su ciò che è disponibile nelle nostre sedi operative.

Cosa succede se non si chiede aiuto?

Circa 1 persona su 3 che compie autolesionismo per la prima volta lo farà più volte nel corso dell’anno successivo.

Circa 3 su 100 persone autolesioniste da oltre 15 anni, effettivamente finiscono per uccidersi.Il rischio aumenta con l’età ed è molto maggiore per gli uomini. Il taglio può dare cicatrici permanenti. Se i nervi e tendini sono danneggiati dai tagli, questo può portare a intorpidimento o debolezza degli arti.